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Teoria Politica. Nuova serie Annali V, 2015
Sezione: Il legislatore, il governante, il giudice: tre figure del potere
Ediciones Jurídicas y Sociales, S. A.
ISSN: 0394-1248
Madrid, 2015 págs. 23-35

Nomothetes. Il legislatore greco fra storia e teoria

Mario Vegetti*
Abstract
The Greek Legislator between History and Theory
It is a typical feature of Greek culture to conceive the lawgiver as a sort of Demiurge of the politeia. This conception fits perfectly the historical case of Cleisthenes. His radical reform of society and the Athenian political system was fully enforced in a couple of years; it was an outstanding example of a successful project of social engineering, carried on without resorting to the use of violence, and apparently lacking any philosophical foundation or justification. By contrast, there is another philosophical image of the lawgiver. In Plato, he is sometimes identified as a philosopher-king or the true ruler (Republic, Politicus), or appears to be subordinate to the kingly politician; in the Laws he may rather act as the wise advisor of a open-minded tyrant, who holds the force necessary to realize the lawgiver's projects of social reform. These different views probably reflect in Plato's thought the political crises and the institutional experiments of the first half of the 4th century BCE. Writing from a profoundly different conceptual frame, Aristotle draws a sharp distinction between three figures: the political philosopher, the lawgiver and the politician acting in the daily production of particular decrees (psephismata). Normally, the lawgiver should follow the philosophical indications, and in turn inspire the actual political practice, although this is not the case in a democracy ruled by assembly's deliberations. But with Aristotle the separation between the philosophical form of life and the political one is clearly traced: the philosopher gives up any aspiration to direct rule, and restrains his task to outline the theoretical framework that may steer the actual lawgiver's proposals.
Keywords: Lawgiver. Cleisthenes. Plato. Aristotle. Greek Political Philosophy.
1. Il legislatore demiurgico
Nel De republica di Cicerone, Scipione racconta che il suo maestro Catone era solito insistere su di una differenza essenziale tra la storia della civitas romana e quella greca. I greci usavano attribuire i loro assetti costituzionali all'opera «unius igenii», di una sola mente —che si trattasse, nel caso di Atene, «che mutò spesso la sua costituzione», via via di Teseo, Dracone, Solone, Clistene—. Al contrario la civitas romana era venuta formandosi nei secoli ad opera di molte generazioni di uomini, e giustamente, sosteneva Catone, perché non è mai esistito un singolo ingegno tale che nulla potesse sfuggirgli e che in un solo momento storico, senza l'esperienza che viene dal trascorrere del tempo, potesse tutto prevedere e governare (2.1).
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Il vecchio Catone non si ingannava nel valutare l'atteggiamento greco nei riguardi del nomothetes: il legislatore, sia sul piano storico, sia nelle concezioni teoriche, fu in effetti una sorta di demiurgo della politeia, un supremo artigiano della vita associata degli uomini. Il riferimento al Timeo non è affatto casuale, perché fra l'artefice cosmogonico di questo dialogo e il nomothetes della città si istituisce una sorta di specularità metaforica. Platone attribuisce nelle Leggi (IV 722b6) al legislatore due strumenti per imporre la sua nomothesia, la persuasione e la costrizione (peitho e bia), quelli stessi di cui disponeva il demiurgo1; e lo stesso Aristotele (Politica
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VII 4 1326a) aggiunge che il legislatore deve disporre di una «materia adeguata» (oikeia hyle), cioè una popolazione umana, sulla quale esercitare la sua opera demiurgica, proprio come accadeva nel Timeo.
Seguendo le suggestioni offerte dal riferimento demiurgico, a proposito della figura del legislatore, tanto nella storia quanto nella teoria, ci sono due domande che esso impone: da dove, o da chi, il Donna Rosa Satchel Borsa A Furla 941726 S Orchidea Metropolis Per Mano Danomothetes trae il modello cui ispirare la sua opera plasmatrice di una società? E ancora, come egli reperisce la forza necessaria a trasferire il modello nella «materia» storica su cui opera?
Il fatto sorprendente, come vedremo, è che nella realtà storica ateniese, e soprattutto nel suo episodio più rilevante, queste domande, legittime nella teoria, non trovano alcuna risposta2.
2. Clistene e l'utopia realizzata
Due sono state le epoche d'oro del legislatore greco: nella storia, il VI secolo, con l'opera legislativa richiesta dalla fondazione delle colonie, e soprattutto con i rivolgimenti costituzionali ateniesi, da Solone a Clistene3; nella teoria, il IV secolo, con le grandi riflessioni politiche di Platone e Aristotele (accompagnate, del resto, dalla diffusa percezione dell'urgenza di riforme radicali dei sistemi politici tradizionali).
In relazione alle domande che avevo prima formulato, mi pare interessante discutere, a proposito del legislatore «storico», soprattutto del caso abbastanza misterioso di Clistene, senza dubbio il nomothetes decisivo nella storia della polis ateniese, e tuttavia mai nominato da Platone forse per avversione nei riguardi del suo ruolo di fondatore del regime democratico nella città.
Quella di Clistene è stata certamente una grande utopia legislativa di stampo «demiurgico». Ora, la storia del pensiero utopistico in Occidente è ricca di grandi testi destinati a descrivere mondi tanto perfetti quanto, di principio o di fatto, irrealizzabili. Progetti insomma «belli ma impossibili», per citare la critica archetipa che Aristotele rivolse all'utopia platonica.
Ma la storia dell'Occidente è inoltre ricca di tentativi di realizzazione di questi progetti, per lo più fallimentari o incompiuti, spesso comunque cruenti.
Forse perché manca di tutti questi caratteri —la teorizzazione scritta, l'impossibilità di realizzazione, i conati sanguinosi che tentano di superare questa impossibilità— non viene annoverata nel registro delle grandi utopie della nostra storia quella che pure si colloca all'origine della polis ateniese, e con essa delle idee di politica e di democrazia in Europa: la riforma realizzata da Clistene in Attica nel breve volgere degli anni 508/7 a. C.4.
Eppure, il programma portato a termine da Clistene —che è stato giustamente definito un «leader visionario»5— presenta tutti i caratteri dei grandi disegni utopici. Esso è stato senza dubbio rigorosamente e sistematicamente concepito dalla mente di un solo uomo. Come ha scritto Jerôme Carcopino, Clistene «ha realizzato le riforme in una volta sola, ne ha decretato tutte le parti insieme, e la sua costituzione è uscita integrale e viva dalla sua meditazione e dalla sua volontà come Atena poliade era uscita armata di tutto punto dal cervello di Zeus»6. Si tratta di un giudizio senza dubbio enfatico, perché sottovaluta il lungo processo di riforme istituzionali culminato nell'opera di Solone7.
Esso ha però il pregio di sottolineare la radicalità della rottura operata dal programma clistenico. Questo programma mirava a una radicale trasformazione della vita sociale e politica della comunità coinvolta, che veniva trasformata a partire dalle forme primarie di identificazione e di appartenenza fino alla struttura dei poteri politici e militari. La riorganizzazione «artificiale» del territorio in demi, trittie e tribù spezzava gli antichi vincoli gentilizi e garantiva l'integrale politicizzazione del corpo civico, costituendo uno straordinario dispositivo per l'accesso e la rotazione dei cittadini nelle cariche di governo e nelle funzioni militari. Estremamente significativa in questo senso appare la decisione di Clistene secondo la quale da allora in poi i cittadini si sarebbero identificati secondo il nome accompagnato non più dal patronimico ma dal demos di nascita: veniva in questo modo cancellata l'appartenenza gentilizia, sostituita con quella civica, con il chiaro intento, come attesta Aristotele, di rendere invisibili le differenze tra i cittadini di diversa estrazione (Costituzione degli Ateniesi, 21.4).
Per molti aspetti, Hansen ha potuto paragonare la radicalità della riforma clistenica a quelle operate nel corso della rivoluzione francese8. Un esempio brillante, e soprattutto realizzato, insomma, di quella «ingegneria sociale» che Karl Popper ha attribuito ai grandi utopisti da Platone a Marx9.
Ci sono però importanti differenze. La riforma di Clistene fu attuata rapidamente e integralmente, senza alcun spargimento di sangue10Sicily Miss con e 1500 a Poppy Daisy tracolla Print tracolla Dolce gabbana £ Borsa 6S5EqvSw e senza richiedere l'assunzione di poteri dittatoriali; infine, i suoi effetti erano destinati a durare almeno 150 anni, ma per vari aspetti anche oltre.
La figura di Clistene rappresenta per noi uno dei maggiori enigmi della storia greca. Sappiamo che apparteneva al grande genos aristocratico degli Alcmeonidi, come più tardi Pericle, celebre per la sua tenace vocazione antitirannica e in sospetto di empietà per aver corrotto la Pizia delfica e per una violazione del diritto di asilo offerto dal tempio di Atena (Hdt. 5.66.1, 5.71). Intorno al 510, Clistene fu protagonista dei tumulti di Atene, che lo videro impegnato contro Isagora e il suo alleato Cleomene, re di Sparta. Uscitone vittorioso, grazie all'appoggio del demos ateniese, poté varare la sua riforma costituzionale.
Poiché Clistene non ha lasciato nulla di scritto, e le fonti sono assai avare di informazioni, non sappiamo nulla della sua formazione culturale, anche se si può pensare, con qualche vaghezza, all'atmosfera di razionalizzazione, allo ésprit de géometrie che era proprio dell'epoca11. Per venire dunque alla prima domanda che si può porre intorno alla figura demiurgica del legislatore, non risulta che Clistene abbia derivato il suo modello ispiratore da alcuna fonte teorica esterna, né che la sua opera sia stata orientata da sapienti consiglieri politici.
Neppure sappiamo come Clistene abbia potuto ottenere l'approvazione del suo progetto di riforma: se con un voto del Consiglio o più probabilmente con una deliberazione dell'assemblea popolare (si tratta del resto di organismi che in quest'epoca non dispongono di una precisa configurazione istituzionale)12. È certo che Clistene si sia valso dell'appoggio del popolo, ma è difficile comprendere che cosa esattamente questo possa aver significato.
Erodoto dice a due riprese che Clistene «associò il popolo alla sua parte» (5.66.2, 5.69.2); nella Costituzione degli Ateniesi Aristotele scrive similmente che egli «attrasse a sé il popolo» (20.1), divenendone il capo (hegemon) e la guida (prostates)13. Non si deve con ciò essere indotti a pensare che Clistene sia stato portato al potere da un movimento partito dal demos ateniese14. Come soggetto politico, il demos ateniese fu certamente più un prodotto della riforma clistenica che un suo promotore, e se nelle vicende di quegli anni esercitò un peso politico (e anche militare) questo fu dovuto certamente alla energica Per Metropolis 941726 S Da Orchidea Mano Rosa Satchel Donna Borsa Furla Aleadership di Clistene.
Non sappiamo dunque come Clistene poté varare la riforma, né —per venire alla seconda delle nostre domande—, a quale sorgente di forza abbia potuto ricorrere; quello che sembra certo —difficilmente le fonti avrebbero taciuto in caso contrario— è che questo processo fu tanto rapido quanto esente da qualsiasi ricorso alla violenza e alla costrizione, affidato dunque più a peitho che a bia.
Ancora più fitto è il mistero circa la sorte di Clistene dopo la realizzazione della riforma. Perdiamo del tutto le sue tracce dopo il 507. Del resto, gli autori antichi sono piuttosto avari anche nel serbare memoria del grande legislatore. Al confronto con i frequentissimi riferimenti a Solone, certo molto più lontano dall'attualità politica ateniese del V e del IV secolo, Clistene viene menzionato di rado e con una certa reticenza. Può darsi che ciò si debba proprio allo stretto legame fra il suo nome e la fondazione di quella democrazia che annoverava fra gli intellettuali molti più avversari che amici.
Ma la sua riforma si situa certamente all'inizio della storia politica dell'Occidente europeo: essa produce da un lato la fondazione di una dimensione spazio-temporale specificamente politica, dall'altro la forma democratica del potere nella comunità politica così istituita. I testi non lasciano dubbi sulla finalità della riforma clistenica: superare la partizione censitaria di tradizione soloniana e istituire l'eguaglianza politica (isonomia) e la democrazia. «Clistene, colui che istituì in Atene le tribù e la democrazia», scriveva Erodoto (6.31), cogliendo lucidamente il nesso fra riorganizzazione del territorio, ristrutturazione del corpo civico e forma politica democratica. Aggiungeva Aristotele nella Costituzione degli Ateniesi che Clistene rese la costituzione «molto più democratica di quella di Solone» (22.1). Il bilancio conclusivo veniva tracciato da Isocrate: «Clistene espulse i tiranni e istituì quella democrazia che sarebbe risultata causa dei maggiori beni per i Greci» (15.232)15.
Si tratta, come abbiamo visto, di un progetto certamente pensato, progettato e realizzato nella sua interezza; un progetto che ha in un certo senso riassorbito completamente in se stesso la figura del suo autore, quasi che essa non avesse alcuna emergenza al di là della sua realizzazione.
Benché oscurata dal cosiddetto moderatismo ateniese del IV secolo, che preferiva riferirsi a un vago patrios nomos di matrice soloniana, l'opera di Clistene restò certamente sullo sfondo della complessa teorizzazione del nomothetes quale essa risulta dalle opere di Platone e di Aristotele.
3. Platone: il legislatore e il potere
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La figura del legislatore, come si diceva, è al centro del pensiero politico del IV secolo, senza dubbio stimolato dalla crisi delle istituzioni tradizionali e dal frequente ricorrere di rivolgimenti costituzionali. In Platone, di nomothetes si parla naturalmente soprattutto nelle Leggi, con qualche significativa anticipazione nel Politico e più rari accenni nella Repubblica (dove «legislatori» della futura città en logois sono gli interlocutori dialogici, Socrate e i fratelli di Platone)16.
La sua immagine vi risulta tuttavia configurata in modi diversi, secondo la unificazione o la scomposizione degli ingredienti cui ci siamo più volte riferiti (il modello, l'artefice, la forza).
Le Leggi (una grande «utopia legislativa» nella teoria)17 ne presentano in primo luogo una versione «forte», che unifica nel legislatore il sapere e il potere. Come ha scritto Silvia Gastaldi, «nella città platonica, il ruolo politico fondamentale, all'atto della fondazione, è rivestito dalla figura del legislatore, erede del filosofo-re della Repubblica e soprattutto dell'“uomo regio” del Politico, e come costoro possessore del sapere e dell'eticità»18. Dunque una ricomposizione articolata di quella unità «spontanea» fra le dimensioni del sapere, del potere e della nomothesiaS A Satchel Da Per Orchidea Rosa Metropolis 941726 Borsa Mano Furla Donna che aveva caratterizzato la figura storica di Clistene.
In questa versione, quella del legislatore è una delle funzioni del vero politico, che mira a insediare nella città virtù, saggezza e intelligenza (Leggi III 688a1-b3, e6-7). Non c'è dubbio che in questa veste il nomothetes sia l'erede del «re legislatore», in possesso della vera scienza politica, che stava al centro della riflessione del Politico (305b5)19. In questo stesso dialogo, all'uomo politico e buon legislatore, con l'aiuto della «scienza regia», spettava un compito educativo cruciale, quello di instillare nei cittadini una «vera opinione sul bello, sul giusto, sul bene» (309c-d). Lo stesso ruolo educativo spetta al legislatore delle Leggi20. Egli mirerà anzitutto a rendere la città libera, amica a se stessa, dotata di intelligenza (nous) (III 701d). E svolgerà la sua opera di persuasione educativa (peitho, IV 722b6) nei proemi che avrà cura di premettere alle leggi per chiarirne ai cittadini l'utilità nei riguardi del bene comune, rinunciando dunque per quanto possibile al ricorso alla costrizione (IV 720a, 722d-723b)21. L'intera legislazione sarà ricca di «consigli sul bello, sul buono e sul giusto» (IX 858d), insegnando ad esempio la superiorità dell'anima sul corpo (XII 959a5ss.). Ma il legislatore saprà inoltre quali siano i miti edificanti di cui la sua propaganda deve convincere la città, «scoprendo che cosa deve far credere alla città per procurarle il massimo beneficio» (II 664a).
Fin qui si è supposto dunque che il legislatore disponga tanto del sapere quanto della forza necessari a svolgere il suo compito, appunto alla stregua dell'autocratico re-legislatore vagheggiato nel Politico. Nelle

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Leggi però, almeno una volta, sotto la pressione congiunta del desiderio di concretezza e di efficacia nell'azione, questi assume un nome più specifico. Riprendendo un tema già trattato nel Politico, quello della purificazione o epurazione (katharmos) del corpo civico dai suoi elementi socialmente nocivi, Platone dice che i metodi più duri e migliori —pena di morte ed esilio— possono essere praticati da «chi sia insieme legislatore e tiranno»22, mentre se è «privo di tirannide» il legislatore dovrà seguire vie più miti e meno efficaci, come quella che eufemisticamente si chiama «deduzione di colonie» (V 735d-736a).
Ma, sulla via di una più concreta definizione della figura del re-legislatore che Platone aveva ereditato dal PoliticoSmall Mulberry Marrone Marrone Agyness autentico autentico qa0Sw7x, egli perviene nelle Leggi ad una scomposizione dello spettro delle sue prerogative, scienza della politica, sapere educativo, potere.
Il nomothetes sembra allora aver bisogno, da un lato, di un supplemento di intelligenza politica, dall'altro di un supplemento di forza coercitiva.
In un passo del libro V delle Leggi (742d2-4) il legislatore è così sottoposto all'intenzione direttiva (boulesis) di un politico dotato di nous, il quale prescrive di intraprendere solo le iniziative legislative considerate possibili e realizzabili, scartando le altre (742e). Più avanti viene resa esplicita la situazione demiurgica del Timeo: compito del politico (qui davvero erede del filosofo della Repubblica) è mostrare il modello (paradeigma) cui il legislatore deve ispirarsi realizzando la sua boulesis nella misura del possibile (746b6-7, c5). Come dunque sopra il demiurgo del Timeo stava il modello delle idee, da trasferire per quanto possibile nella materia cosmica, così sopra il legislatore delle Leggi starebbe il filosofo-politico capace di delineare il paradigma e di valutarne le possibilità di realizzazione nella materia storica.
Sull'altro versante dell'opera della legislazione sta il requisito della forza, imposto dalla ricorrente ansia platonica per l'efficacia e la rapidità di esecuzione del progetto di riforma, con la relativa impazienza per l'incertezza e i tempi lunghi dell'azione politica «normale». Di qui nasce, nel libro IV, lo sdoppiamento dell'improbabile per quanto auspicabile figura del legislatore-tiranno nella coppia legislatore e tiranno, senza dubbio storicamente più praticabile. Il passo (709e6-710b) resta comunque sorprendente23.
Se si chiedesse al futuro legislatore di quale città (dunque di quale hyle adeguata) vorrebbe disporre per realizzare il suo progetto di riforma, egli direbbe: «Datemi una città retta da un tiranno», a condizione che questi sia giovane, pronto nell'apprendere, valoroso e dotato di autocontrollo. «Il nostro tiranno abbia dunque questa natura se la città deve dotarsi nel modo più rapidoA Borsa S Furla Da Satchel Donna 941726 Rosa Per Mano Orchidea Metropolis (tachista) e migliore possibile di una costituzione che le permetterà di godere nel tempo della massima prosperità. Non c'è né vi sarà mai modo più rapido e più efficace di questo per istituire una costituzione». Aggiunge Platone (710e-711a): «Noi sosteniamo che il cambiamento istituzionale ha luogo quando nasca un vero legislatore per natura che si trovi a condividere una certa forza (rhome) con quanti nella città detengono il potere supremo, e dove questo sia ripartito fra un numero ristrettissimo di individui ma nel contempo sia fortissimo (ischyrotaton), come nella tirannide, allora il mutamento suole avvenire rapidamente e facilmente (tachos kai rhastone)». E ancora (711c): «Nessuno ci persuada mai che una città possa mai mutare le sue leggi più rapidamente e più facilmente che per mezzo dell'autorità (hegemonia) dei potenti né che oggi o in futuro potrà mai accadere diversamente».
È chiaro da questi passi che il legislatore candidato ad agire come ispiratore e consigliere del tiranno non ha bisogno di un'autorità intellettuale superiore, è anzi esso stesso il filosofo-politico di Repubblica e Politico: ciò che invece gli serve è il potere per realizzare i suoi piani efficacemente e rapidamente, come Platone non si stanca di ripetere. È difficile di fronte a questi passi resistere alla tentazione di pensare che essi rievochino una volta di più il disegno che condusse Platone a Siracusa, o più in generale l'attivo coinvolgimento dell'Accademia nella vicenda delle tirannidi del IV secolo24.
È probabile, del resto, che le oscillazioni e le tensioni presenti in Platone, tra una figura di legislatore che ricorre benevolmente alla persuasione dei cittadini rinunciando alla costrizione presente nello stesso libro IV25 (722c-723d), e quella di un legislatore-tiranno o consigliere del tiranno; o ancora fra un legislatore che è anche filosofo e politico, e uno che invece deve seguire l'intelligenza di un'autorità politica superiore, riflettano nella sua complessa e non sempre lineare elaborazione teorica le crisi politiche e gli interrogativi istituzionali che travagliavano le società greche nella prima metà del IV secolo. Questo fa delle LeggiPer Donna Da A Rosa S Borsa Metropolis Furla 941726 Mano Satchel Orchidea un prezioso documento del lavoro intellettuale attraverso il quale la figura del nomothetes viene ripensata e riproposta, rileggendo certamente l'eredità tanto soloniana quanto clistenica.
4. Il filosofo, il legislatore, il politico
L'elaborazione teorica di Aristotele riprende le complesse e tormentate analisi platoniche, ma le restituisce sotto un profilo reso coerente, in un certo senso normalizzato e per così dire sedato. Viene in primo luogo attenuata, fino a scomparire, la configurazione demiurgica del nomothetes, e la correlata esigenza di efficacia trasformativa che l'aveva accompagnata in Platone. Aristotele non nega affatto l'esigenza di un miglioramento delle situazioni costituzionali e degli assetti politici esistenti, e non ne esclude la possibilità. Anziché a una trasformazione rapida e radicale dell'ordine sociale, egli lo affida tuttavia a un lungo e graduale processo di riforma educativa e anche legislativa dell'abito morale dei cittadini. «L'ordinamento attuale (nyn tropon), migliorato da buoni costumi e da un sistema di leggi rette», permetterà dunque di conciliare i vantaggi dei due sistemi sociali, quello della proprietà individuale esistente e quello platonico della proprietà collettiva (Politica II 5 1263a22-26). «È strano (atopon), continua Aristotele non senza ironia, che proprio colui (Platone) che si proponeva di introdurre l'educazione e di rendere buona la città servendosi di essa, intendesse poi ricorrere a questi mezzi (s'intende l'abolizione della famiglia e della proprietà privata) per riformarla e non affidarsi invece al miglioramento dei costumi, alla filosofia e alle leggi» (Politica II 5 1263b37-40).
Leggi e legislatore continuano dunque ad avere un ruolo importante, ma certo sdrammatizzato rispetto alla demiurgia legislativa delineata da Platone. «Buon legislatore» e «vero politico» continuano ad essere molto vicini, se non a coincidere, essendo loro comune la ricerca della costituzione migliore in assoluto o tenendo conto della situazione data (Politica IV 1 1288b25-27), ma il vero politico non ha qui più nessuno dei tratti dell' «uomo regale» del Politico platonico. Come esempio di «vero politico» Aristotele cita ad esempio i nomothetai
di Creta e di Sparta (Etica Nicomachea. I 13 1102a7-12), i soli, questi ultimi, ad aver legiferato intorno alla corretta educazione dei cittadini (X 10 1180a24).
Ma è appunto sul rapporto fra politico e legislatore che Aristotele elabora una distinzione decisiva, e destinata a incidere durevolmente sulla concezione di entrambi. La politica (politike), scrive il filosofo, è una disposizione dell'anima (hexis) molto simile alla saggezza o intelligenza pratica, la phronesis. Ci sono tuttavia due parti di questa disposizione. L'una è «legislatrice perché è architettonica, l'altra ha il nome comune, “politica”, perché è rivolta ai particolari; essa è pratica e deliberativa, perché il decreto (psephisma) è pratico... Per questo si dice che solo quelli che emettono decreti fanno politica, infatti sono i soli ad agire alla maniera dei lavoratori manuali (cheirotechnai)» (Etica Nicomachea VI 8 1141b24-29). C'è dunque un versante alto, architettonico, della politica, che consiste nella competenza legislativa, e un versante basso, dove agiscono politici-manovali nella pratica quotidiana della decretazione. È qui decisiva la distinzione aristotelica fra nomos (che viene a indicare la legislazione costituzionale, la definizione dei quadri istituzionali della comunità politica) e psephisma, la decretazione assembleare che affronta i singoli problemi giorno per giorno, e con la quale —allora come oggi— l'opinione comune identifica senz'altro l'attività politica26. Va detto che la democrazia demagogica capovolge secondo Aristotele questa gerarchia, perché in essa i psephismata dominano sulle leggi, e il popolo riunito in assemblea è apparentemente padrone di tutto, ma in realtà servo dei demogoghi (Politica IV 4 1292a23-28).
Un chiarimento importante a questo proposito viene offerto dalla Acapulco Shopper Borsa Pelle Nero Nylon Mm Hermes In Tela zxqO6wgORetorica (I 1 1354b5 ss.). Il legislatore delibera, dopo un lungo esame, sul futuro e sull'universale; all'opposto, dikastes e ekklesiastes, cioè il membro della giuria popolare e il politico d'assemblea, che appartiene alla manovalanza politica, devono decidere rapidamente su casi presenti e particolari, che richiamano facilmente amicizie, avversioni, interessi particolari, onde è meglio che queste figure siano il meno possibile indipendenti dalla legge.
Altrettanto normalizzante è l'approccio di Aristotele al problema platonico del rapporto fra aspetto persuasivo e aspetto coercitivo della legge. A differenza dagli altri agenti educativi, come il padre, la legge dispone inoltre di una forza costrittiva. Platone si chiedeva in quali occasioni fosse utile applicarla, per esempio per rendere più spedita la realizzazione delle riforme istituzionali, o per purificare la città dai suoi membri moralmente non recuperabili. Nel citare con approvazione il dialogo platonico, Aristotele semplifica invece la risposta, assegnando destinatari sociali diversi ai due aspetti, educativo e coercitivo, della legislazione.
«La massa (hoi polloi) obbedisce più alla costrizione che al ragionamento, più a una punizione che alla bellezza morale. È per questa ragione che alcuni (cioè lo stesso Platone) ritengono che i legislatori debbano chiamare i cittadini alla virtù ed esortarli al bello, perché li ascoltino coloro che sono già stati avviati alla virtù nei loro costumi; essi devono invece stabilire punizioni e pene per chi non ascolta ed è di natura inadatta... Chi è dabbene (epieikes) e vive avendo di mira il bello morale ubbidirà, mentre chi è spregevole (phaulos) e desidera il piacere sarà punito con il dolore, come un animale da soma» (Etica Nicomachea X 10 1180a4-12). Il linguaggio aristotelico non lascia dubbi: i destinatari del discorso educativo delle leggi saranno i giovani ben educati figli dei cittadini rispettabili, mentre il loro versante coercitivo andrà riservato alla folla plebea intemperante e maleducata.
Altrettanto chiarificatrice è la discussione aristotelica di un problema che Platone non si era posto, probabilmente in ragione della sua tendenza a far coincidere la figura del legislatore con quella del filosofo-re, o almeno a far dipendere il primo dal sapere del secondo. Data la suprema importanza della legislazione in vista dell'educazione morale dei cittadini e del loro orientamento alla virtù, è importante chiedersi come si possa diventare nomothetes. Poiché si tratta di un habitus mentale, la sua acquisizione comporterà i due momenti che determinano in Aristotele la formazione dell'ethos: abitudine ed esperienza da un lato, insegnamento dall'altro. Non c'è dubbio che non si diventa politici senza aver acquisito l'abitudine e l'esperienza dell'esercizio della politica (Etica Nicomachea X 10 1181a9-12), anche se è vero che chi pratica questo esercizio lo fa di solito in virtù di una certa capacità e di un certa esperienza ma senza esercitare pensiero riflessivo (dianoia, 1181a1-3). L'esperienza va dunque integrata con l'insegnamento, che solo il filosofo può impartire —e non i «sofisti» alla maniera di Isocrate, tanto inesperti quanto incompetenti in materia di legislazione.
Dunque il progetto di ricerche di filosofia politica, che Aristotele traccia nell'ultima pagina dell'Etica Nicomachea introducendo al trattato sulla Politica, sarà da intendere anche come un programma di insegnamento con il quale il filosofo potrà integrare l'esperienza politica acefala del futuro legislatore27. Scrive Aristotele: «Dato che i nostri predecessori hanno tralasciato di esaminare i campo della legislazione (nomothesia), è opportuno che conduciamo l'indagine noi stessi, trattando della costituzione in generale, in modo che sia portata a compimento, per quanto possiamo, la filosofia dell'uomo. Per prima cosa ci sforzeremo di esaminare quello che è stato detto bene, nei particolari, dai nostri predecessori, poi, partendo dalla raccolta delle costituzioni, vedremo quali cose salvano le città e i vari tipi di costituzioni, e quali le distruggono, e per quali ragioni alcune città sono governate bene e altre no. Dopo aver esaminato questo, forse potremo comprendere qual è la costituzione migliore, come ogni costituzione è strutturata e di quali leggi e costumi si serve» (X 10 1181b13-23). Che la ricerca sulla migliore costituzione sia destinata al «buon nomothetes» è confermato a più riprese dalla Satchel Furla Metropolis Rosa 941726 Per Mano Donna S A Borsa Da OrchideaPolitica (cfr. ad es. IV 1 1288b25-27), che conferma inoltre la necessità che egli apprenda gli altri temi di ricerca ora enunciati («è necessario che il legislatore e l'uomo politico non ignorino quali istituzioni» preservino o distruggano i regimi democratici od oligarchici, V 9 1309b35-37).
Platone aveva preconizzato la coalescenza in un'unica figura di filosofo, legislatore, politico, o aveva evocato la possibilità di coppie inquietanti come il legislatore e il tiranno. A distanza di una sola generazione, ma su di uno sfondo storico e intellettuale profondamente mutato, Aristotele ci propone invece una terna a noi certo più familiare: il filosofo della politica, il costituzionalista-costituente, la manovalanza politica. In un buon regime il secondo avrà la prevalenza sulla terza, e il contrario accadrà nella democrazia degenerata. Non c'è però il rischio che il filosofo si possa più confondere con il legislatore e il politico: la sua hexis, il suo habitus mentale, è teorico e non pratico; la forma di vita della teoria non può e non deve confondersi con quella della politica, ognuna avendo un suo specifico accesso alla razionalità, alla virtù e alla felicità28. L'unitaria figura del legislatore Clistene è ormai tanto lontana da poter diventare, nella Costituzione degli Ateniesi, oggetto di ricostruzione storica da parte di Aristotele.
5. Bibliografia
Edizioni critiche:
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1 Sempre nelle Leggi (VIII 846c, XII 957a) si parla inoltre di un legislatore anziano, che stabilisce i tratti fondamentali della politeia, e i suoi «giovani» successori che ne perfezionano l'opera, proprio come accadeva nel Timeo per il demiurgo e gli «dèi giovani».
2 Ma sia l'assenza di modelli di riferimento, sia l'indisponibilità di risorse coercitive, possono valere anche per Solone (il quale dichiara tuttavia di aver fatto ricorso nella sua opera a kratos e bia, 30G.-P.=36W, 15-16).
Pizzo Purple Kervinzhang Vestito Retro Maniche Abito Corte Girocollo Swing Cava Donna xHvSfHX3 L'origine della figura del legislatore è fatta risalire da Platone ai tempi primitivi in cui l'aggregazione di popoli e gruppi sociali diversi rende necessaria l'individuazione di norme adeguate al bene comune. Vengono allora scelti magistrati chiamati nomothetai che mostreranno ai vecchi leaders le leggi migliori, instaureranno il regime più opportuno (aristocrazia o monarchia), e governeranno essi stessi nel periodo del mutamento istituzionale (metabole tes politeias) (Leggi III 681d). Con qualche aggiustamento, questo modello può venire riferito almeno al caso di Solone.
4 Loraux, 1996: 1084, nota che grandi storici come Finley e Ostwald hanno negato a Clistene una teoria politica, a dispetto del rigore e della coerenza della riforma da lui realizzata. Finley scrive però che «nessuno può negare che Clistene abbia inventato uno schema ingegnosamente artificiale basato su demi e tribù» (Finley, 1985: 66). Come scrive Bertelli, 1996: 568, Clistene portò a termine «la trasformazione di una comunità da città a struttura gentilizia, dominata dalla classe degli eupatridi, a sistema politico in cui l'eguaglianza di fronte alla legge (isonomiaOne Teaspoon Bonitas bluevelvet Shorts Blau Donna qPqwO6r) è proclamata come principio di governo». Ober, 2011: 117 parla di una «rottura nel modo di concepire il tempo e lo spazio pubblici»; Farrar, 2011: 203 cfr. anche 206 di un «esplicito impegno ad una riorganizzazione radicale della comunità politica ateniese».
5 Così Raaflaub, 2005: 47.
6 Citato in Lévêque, Vidal Naquet, 1973: 9.
7 Raauflaub, Wallace: 2011 fanno addirittura risalire l'archeologia della democrazia in Grecia a Omero e alla Sparta di Licurgo. Quanto a Solone, secondo Wallace, 2011: 83, 93 egli «creò le istituzioni fondamentali della democrazia ateniese», e la sua politeia non sarebbe stata «molto diversa da quella di Clistene». Giuste obiezioni critiche a queste tesi in Cartledge, 2011: 193-4, Ober, 2011: 109, 117. Va tra l'altro notato che nel linguaggio arcaico demos significa l'insieme di coloro che hanno il diritto di appartenere a pieno titolo alla comunità, molti o pochi che siano, e non, come sarebbe accaduto nel V e IV secolo, il «partito popolare», cioè prevalentemente i poveri (si ricordi che Platone e Aristotele avrebbero definito nettamente la democrazia come il «governo dei poveri»).
8 Hansen, 2003: 61.
9 Anderson, 2003: 81-2 parla di un «massive, ingenious, and artfully self-conscious exercise in social engineering», che ha cambiato la forma e le fortune della polis «almost overnight». Il libro di Anderson propone a mio avviso la migliore interpretazione storica dell'opera di Clistene.
10 Va però detto che alcuni sostenitori di Isagora furono giustiziati nel corso della rivolta popolare precedente l'avvento di Clistene (Erodoto 5.72.4-73.1).
11 Su questa atmosfera è ancora fondamentale la ricerca di Lévêque-Vidal Naquet, 1973: cap. V; il rinvio al pitagorismo, suggerito con prudenza da questi autori, è da considerare solo congetturale (cfr. del resto p. 110). Vernant, 1978: 218 ss., ha invece proposto il riferimento al modello cosmologico geometrizzante di Anassimandro, ma anche questo accostamento può essere solo generico e congetturale.
12 Ober, 2011: 103 considera le istituzioni politiche ateniesi nel 508 «rudimentali e dominate dall'élite».
13Petit Allattamento E Amour Da Donna Reggiseno Premaman SwSxHPrfq È interessante notare che Platone avrebbe considerato inevitabile la trasformazione della figura del prostates del demos in quella del tiranno (Repubblica, VIII 565c-d): nulla del genere accadde però nel caso di Clistene.
14 È la tesi di Ober, 2004: 95-112; 2011: 102, 107 (nella rivolta del 508 contro Isagora e il suo alleato spartano Cleomene, il demos ateniese sarebbe stato il «protagonista storico» di una «azione rivoluzionaria» priva di leaders). Si vedano in proposito le giuste riserve di Loraux, 1996: 1104-5; Cartledge, 2011: 194 (è Clistene a inserire il popolo nel processo politico, conferendogli poteri decisionali); Anderson, 2003: 78-80.
15 Anderson, 2003: 7, 44-78 argomenta ampiamente la tesi che lo scopo delle riforme non consisteva direttamente nell'instaurazione di una democrazia egualitaria, quanto piuttosto nel programma collettivistico di «community building» inteso in primo luogo a superare i due maggiori problemi politici di Atene (l'instabilità politica, dovuta al conflitto tra fazioni, e la debolezza militare); la democrazia trova tuttavia i suoi «cornerstones» nell'opera di Clistene (accesso alle decisioni politiche degli strati sociali non appartenenti alla élite, ruolo dell'assemblea e della Boulé).
16 Anche nelle Leggi i tre vegliardi si considerano legislatori della futura città, ma in effetti indicano le linee a cui dovranno attenersi i futuri ed effettivi legislatori (cfr. ad es. VI 770a). Un nomothetes dei nomi appare anche nel Cratilo: si tratta di una figura mitica, concepita anche in questo caso in vesti demiurgiche (cfr. Aronadio, 2011: 191).
18 Gastaldi, 1998: 38 157. Nelle Leggi la figura del legislatore-educatore si ispira al modello soloniano.
19 In Epistola VII 332b4, il buon re-legislatore è riconosciuto nel persiano Dario.
20 Anche in Repubblica V 462a il legislatore «ha di mira (stochazetai) il massimo bene per la città».
21 Il rapporto fra persuasione e coercizione è al centro del libro di Laks, 2005.
23 La migliore lettura è quella di Brisson in Gastaldi-Pradeau, 2009: 131-137. Per una discussione moderna della coppia legislatore-tiranno cfr. Vegetti: 189-201.
24 Per un breve quadro di questa vicenda cfr. Vegetti in Lisi, 2004: 69-81.
25 Va però tenuta presente una differenza importante: in questo caso si tratta di legiferare per una città di nuova fondazione, nell'altro di riformare una città già esistente (la differenza è chiarita in V 736c-d).
26 Questa distinzione teorizzata da Aristotele fa parte della pratica legislativa dell'Atene del IV secolo; il compito di promulgare psephismata (di solito norme particolari a tempo limitato) spettava all'Assemblea (dal 403 al 322 ne sarebbero stati varati circa 30000), mentre l'approvazione delle proposte di nuove leggi (di solito norme generali a durata illimitata) toccava allo speciale collegio dei nomothetai (cittadini sorteggiati nella lista degli Eliasti, in un numero variante fra un minimo di 501 a un massimo di 1001 (o 1501), che restavano in carica per un solo giorno (su tutta la questione cfr. Hansen, 2003: 241-263. Non sono evidentemente questi i nomothetai cui pensa Aristotele, bensì i cittadini eminenti che si assumono l'onere della redazione e della proposta di nuove leggi.
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27 Sulla destinazione degli scritti etici e politici di Aristotele anche ad eventuali legislatori cfr. Bodéüs, 1982.
28 Sulla differenza dei generi di vita in Aristotele cfr. Gastaldi, 2003.
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